In questi giorni l‘Agenzia delle Riscossioni sta inviando a numerosi contribuenti elenchi di cartelle di pagamento già scadute con l’invito a regolarizzarle in tempi brevi, per evitare provvedimenti di pignoramento e quant’altro. Dobbiamo peraltro aggiungere che in molti casi il mancato pagamento è dovuto a ritardi nella notificazione delle cartelle.
Premesso quanto sopra, vi informiamo che il governo ha inserito nella bozza di Legge Finanziaria per il 2026 la quinta versione della rottamazione delle cartelle di pagamento (già sopranominata “rottamazione-quinquies”). In particolare dovrebbe essere consentito, come già nelle versioni del passato, di definire in modo agevolato le cartelle di pagamento notificate derivanti da ruoli affidati all’Agenzia Riscossioni tra il 1° gennaio 2020 ed il 31 dicembre 2023: in pratica dovrebbe essere possibile saldare soltanto le imposte o i tributi, mentre non sarebbero più dovuti gli interessi (anche di mora), le sanzioni e l’aggio di riscossione. Il residuo da pagare dovrà presumibilmente essere saldato in tre rate nel 2026, oppure in rate (fino a 54) con interessi nei prossimi dieci anni.
Se e con quali condizioni tale rottamazione-quinquies sarà inserita nella versione definitiva della Legge Finanziaria 2026 ad oggi non è dato sapere. Visto che però se ne parla ormai da mesi, si può ragionevolmente presumere che alla fine verrá data questa possibilità ai contribuenti.
Con tali premesse possiamo soltanto suggerire, nel caso abbiate ricevuto uno degli inviti di cui sopra che si riferisce ad una o più cartelle affidate per la riscossione nel periodo indicato sopra, di richiedere quanto prima la rateazione della eventuale cartella, per evitare intanto un pignoramento e per prendere tempo.
Se poi da gennaio 2026 sarà possibile, si presenterà l’istanza di rottamazione della cartella medesima pagando, come già detto, soltanto le imposte (residue).
Siamo a vostra disposizione per eventuali chiarimenti.
Cordiali saluti,
Dott. Comm. Josef Vieider
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